La voce dei territori che vogliono contare.
«La nostalgia racconta ciò che eravamo. La fiducia costruisce ciò che possiamo diventare».
La montagna e le aree interne non chiedono pietà: chiedono visione, competenze e cooperazione. Dove la nostalgia restringe l’orizzonte, la fiducia — coltivata e condivisa — riapre la possibilità del futuro.
— Dal libro “Il futuro ad alta quota” di Andrea Ferrazzi
Ogni generazione adulta si racconta di essere cresciuta con regole più severe. È un racconto rassicurante, e quasi sempre vero solo in parte. In questi…
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Finalmente. Luca Bianchi, direttore della Svimez, ha detto all’Abruzzo Economy Summit ciò che molti pensano da tempo: la Strategia Nazionale Aree Interne va superata. Perché…
IL LIBRO
In tempi di incertezza, la nostalgia guarda indietro e restringe l’orizzonte; la fiducia — quando è coltivata e condivisa — riapre la possibilità del futuro. Il libro racconta come imprese, comunità e istituzioni locali diano forma concreta alla speranza nei territori di montagna e nelle aree interne.
Il progetto editoriale continua online, con approfondimenti, dati e storie da chi vive e costruisce il cambiamento a quote più alte.
Quando una famiglia deve decidere dove vivere, costruisce una lista mentale di condizioni. Lavoro, abitazione, scuole, connessioni, qualità dell’ambiente. E poi, quasi sempre, una domanda…
Il Foglio
Il Giornale di Vicenza
Giulio Buciuni, Trinity College di Dublino
Paolo Gallerani, La Difesa del Popolo
Una lettera dall’alta quotaUna newsletter mensile con storie, dati e segnalazioni su montagna, aree interne e disuguaglianze territoriali.
Le montagne e le aree interne italiane non sono condannate ad essere luoghi fragili, abbandonati al declino, destinati ad essere un parco giochi a uso e consumo dei turisti. Sono territori vivi, ma attraversati da una tensione profonda: nostalgia contro fiducia.
Due modi opposti di guardare il mondo.
La nostalgia immobilizza. Racconta il passato come grandezza perduta, teme il cambiamento, custodisce il declino come se fosse destino. La fiducia, invece, apre. Genera idee, imprese, comunità. Produce movimento, futuro, possibilità.
Questo sito nasce per lavorare su questa frattura. Per raccontare come cambiano i territori quando scelgono la fiducia. Per analizzare perché arretrano quando prevale la nostalgia. Per offrire strumenti semplici e profondi a chi vuole comprendere questi processi e agire di conseguenza.
Vogliamo unire chi pensa, chi fa, chi rischia e chi immagina. Costruire una comunità che riconosce il potenziale dei luoghi e delle persone che li abitano. Mettere in rete esperienze, storie, dati e visioni. Costruire ponti e abbattere muri.
Questo progetto parte da un libro, ma non finisce nelle sue pagine. Diventa spazio pubblico, laboratorio di idee, alleanza tra territori. Una piattaforma per chi non vuole rassegnarsi a vedere i margini perdere terreno.
E crede che, proprio da lì, possa nascere un centro nuovo. Che guarda al futuro con rinnovata fiducia.
Costruiamo futuro, insieme.
Se vuoi portare il progetto nel tuo territorio, nella tua scuola o nella tua impresa, scrivimi. Ogni percorso inizia con una conversazione.