L’overtourism non è un problema di turisti 30/07/2026 Pensieri Quando si parla di overtourism, come succede in questi giorni qui tra le Dolomiti, la conversazione finisce quasi sempre nello stesso posto: i numeri. Troppi visitatori, troppe prenotazioni, troppa pressione sulle infrastrutture. E la soluzione proposta è quasi sempre speculare: contingentare gli accessi, distribuire i flussi, destagionalizzare. È una risposta ragionevole a un problema mal posto. L’overtourism non è il problema di un eccesso di turisti. È il sintomo di qualcosa di più profondo: la difficoltà di immaginare un territorio oltre il turismo. Quando una comunità viene identificata esclusivamente con la sua capacità di attrarre visitatori, accade qualcosa di sottile ma irreversibile. Il territorio smette di essere un luogo da abitare e diventa un luogo da consumare. Le case si trasformano in alloggi, i negozi di prossimità cedono il posto ai souvenir, i residenti diventano comparse di un’esperienza progettata per altri. E i giovani, che di quel posto potrebbero essere il futuro, lo guardano come si guarda un museo: bello, ma non per loro. Vedo questa dinamica in molti territori di montagna. La deep story cambia forma: non più eravamo qualcosa e ci hanno abbandonati, ma siamo diventati uno sfondo. Il risultato emotivo è simile: un senso di irrilevanza, di non appartenere davvero al luogo in cui si vive, ma ha una caratteristica specifica: è invisibile dall’esterno, perché il territorio sembra prospero. Gli hotel sono pieni, i ristoranti hanno le code, le statistiche turistiche crescono. La trappola è proprio questa visibilità: confonde il successo di una destinazione con la salute di una comunità. Il turismo è una risorsa straordinaria. Ma come tutte le risorse, diventa una dipendenza quando è l’unica. La vera sfida non è ridurre i flussi. È costruire un modello in cui il turismo sia inserito in un ecosistema più ampio: fatto di innovazione, cultura, servizi, opportunità di lavoro qualificato, vita che valga la pena di costruire. Un territorio che ha tutto questo attrae visitatori di qualità e trattiene residenti. Un territorio che ha solo alberghi e ristoranti attrae turisti e perde tutto il resto. Il successo di una destinazione non si dovrebbe misurare dal numero di persone che la attraversano. Ma da quelle che decidono di costruirvi il proprio futuro. Precedente Successivo